#viniacasamia – in giro per il Vulture

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Per prima cosa vorrei ringraziare Marco Ghezzi che il 19 Marzo mi ha dato la possibilià, in quel di Milano,  di parlare di un grande vino e di un territorio stupendo!

La serata è stata molto interessante e mi ha colpito molto la curiosità e l’interesse che ha suscitato, ai partecipanti, l‘Aglianico del Vulture e il Suo territorio.

Sono stati apprezzati tutti e 4 i vini e molte persone si sono soffermate sulle diverse  interpretazioni dei produttori e sulle differenze che il terreno può trasmettere al vino.

Strapellum 2008 di Tenute D’Auria ha colpito per la  semplicità di approccio e per i  profumi fruttati e piacevoli;

Oraziano 2008 di Casa Vinicola Martino è piaciuto molto per la bottiglia. Beva immediata. Tannino fine e piacevole, buona struttura e rotondità molto apprezzata;

Likos 2009 di Vigne Mastrodomenico assaggiatissimo per la sua scontrosità e per  essere un po’ rude. Tannino intenso, persistente ma mai fastidioso…anzi piacevole! Per gli amanti dei vini duri!

Roinos 2008 di Eubea, campione di eleganza e raffinatezza! Profumi balsamici e speziati, bocca fine e piacevole, persistente, intensa…un vino che non si fa dimenticare!

Nessun vinto e nessun vincitore, l’Aglianico Del Vulture è stato il protagonista e si è fatto apprezzare da chi non lo conosceva e amare, ancor di più, da coloro che avevano già avuto  la fortuna di conoscerlo!

Ancora un grande ringraziamento a Marco Ghezzi, a tutti i partecipanti e al lavoro che hanno fatto i produttori.

Spero di poter ripetere la serata con altre zone e altri vini perchè c’è ancora tanto da far conoscere del magico mondo del Vulture!

Alla prossima…

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Michele Laluce – Aglianico Del Vulture DOC Le Drude 2007

IMG_20140216_141530[1]Chi conosce i Vini di Michele Laluce, vignaiolo di Ginestra un paesino nel cuore del Vulture, sa benissimo che c’è sempre un filo che li unisce.

Le Drude, prodotto di punta, esalta questo filo conduttore nei suoi profumi sulfurei e terrosi che ricordano il terreno di origine vulcanica, magmoso e argilloso con una buona presenza di calcare. Circondano questi sentori nuance speziate e ricordi di frutta matura.

Subito è un po’ aggressivo,  se riesci ad aspettarlo si concede con la sua eleganza e finezza. Tannino ben presente, ma l’equilibrio con alcol e acidità gli conferiscono una beva straordinaria.

Cerca carne, agnello o arrosti…accompagnatelo per bene e vi saprà sorprendere.

Salute

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Tenute D’Auria – Aglianico Del Vulture DOC Rupe Di Apollo 2007

2014-02-05 20.17.45Un Aglianico che avevo portato a Torino, ad Aglianico sotto La Mole, come scommessa. Lo conoscevo poco, pochi assaggi, imbottigliato da poco e poi una nota troppo marcata di “falegnameria” mi avevano fatto storcere il naso.

Ero convinto che questo vino avesse delle grandi potenzialità e che quello (Novembre 2011) non fosse stato il periodo  per esprimersi nel migliore dei modi.

Così è stato perchè riassaggiandolo ora, scopro che Rupe ha ancora un bel colore intenso e impenetrabile con una bella tonalità viva. Al naso ora è complesso, frutta matura, spezie, liquirizia, tabacco si amalgamano tra loro in un ricco bouquet…e la falegnameria? Ancora leggermente presente, ma non sovrastante come prima anzi ben miscelata e quasi piacevole.

In Bocca il sorso è abbastanza deciso, tannino bello presente (come piace a me 🙂 ) ma, fine e mai grossolano, avvolge il palato e piano piano si dissolve.

Non di grandissima potenza ma chiama ugualmente cibo per essere gustato al meglio!

Un bel bicchiere per sentirsi nel Vulture.

 

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Musto Carmelitano – Aglianico Del Vulture DOC Serra Del Prete 2007

IMG_20140129_194631Una giovane donna che ti accoglie con la sensualità del suo profumo inebriante, deciso ed eterno. Ti avvolge e ti coccola riscaldando il tuo corpo. Un bacio intenso e appassionato, lungo e profondo…una bocca da cui non vorresti mai staccare le labbra.

Una giovane donna, ancora un po’ aggressiva e irruenta, ma che sta aspettando di diventare una donna matura per regalarti finezza e passionalità come solo una Donna può regalarti! Un Gran vino!

 

 

 

 

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Tagli…

Tagli

Sempre alla scoperta della versatilità che può avere l’Aglianico ecco qui due grandi esempi…

Sento molti che si lamentano del tannino, sempre molto presente, dell’Aglianico e dell’Aglianico del Vulture (in fondo l’origine del vitigno è la medesima!) ma, in alcuni casi può veramente essere di aiuto!

Montevetrano 2005 di Silvia Imparato un grande vino ottenuto in terra Campana da un blend di Cabernet Sauvignon 60% Merlot 30% e Aglianico 10% e da un grande Enologo…tale Riccardo Cotarella. Quasi un taglio bordolese ma, con quella personalità diversa, particolare, unica…un vino che non dimentichi.

Colore concentratissimo e olfatto persistente, intenso…ti porta nel suo mondo! Tabacco, liquirizia, spezie e una leggera nota tostata legnosa ne fanno un bouquet piacevole e mai scontato.

Lunghissimo in bocca…indimenticabile! Sorso corposo che inizia con una morbidezza goduriosa immediatamente smorzata da un tannino diretto, pieno e avvolgente e a lungo persitente. Un vino che chiama carne…

Ossimoro 2008 di Agricole Pietraventosa di Marianna Annio (ne avevo parlato qui) mi stupisce nuovamente con questo vino ottenuto da Primitivo 75% e Aglianico 25% , secondo me un gran progetto!

Anche in questo caso ci troviamo davanti un calice con colori intensi e impenetrabili che ti danno la sensazione di un vino vivo e carnoso. Qui mi ritrovo con il naso immerso in profumi sensuali che ricordano frutta matura e spezie quasi dolciastre (tipiche del Primitivo).

Anche qui l’Aglianico ci mette del suo accostandosi alla morbidezza del vitigno principale con una bella spalla e soprattutto un tannino presente, intenso ma fine e piacevole! Un’accoppiata perfetta! Anche qui la beva richiede un bel piatto a base di carne a base di Agnello o Cingliale.

Due grandi vini da non farvi scappare e soprattutto due belle interpretazioni con lo zampino del mio amato Aglianico!

 

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